






(Lucca nel 1936) Studia presso il locale Istituto d’Arte “A.Passaglia” e successivamente si iscrive alla “Scuola d’Arte Fiorentina per la Pubblicità”, frequentando i corsi serali per grafica pubblicitaria. Poco dopo aver compiuto 18 anni, muore il padre, da qui una seria crisi familiare e il peso della realtà troppo forte. Nell’ottobre del 1957 va ad insegnare all’Istituto dove si è diplomato. L’esperienza didattica non ha mai creato difficoltà a quella di pittore, arricchendola, semmai, di spiritualità e di idee vive e sincere. Nel 1956 prende avvio la sua partecipazione alla vita artistica in Italia che si protrarrà, ininterrottamente, fino ai giorni nostri con la presenza in rassegne d’arte, premi nazionali, mostre collettive e personali, fiere, esposizioni… Nel decennio 1950-1960 vive Milano, divenuto punto nevralgico di livello europeo. Entra così in contatto con le esperienze delle avanguardie storiche. Nel giugno 1962 è a Venezia per visitare la XXXI Biennale Internazionale d’Arte, dove scopre l’opera di A.Giacometti e ne ha una vera folgorazione che lascerà in lui tracce indelebili. Muovendo dal Naturalismo (1956-1958) che supera e rielabora in una fusione tra soggetto ed atmosfera, avverte poi nuove esigenze e con un processo che matura gradatamente approda ai moduli dell’Astrattismo Geometrico (1958-1960). L’astrazione risponde per lui ad un bisogno di ordine e chiarezza. Tra la fine del 1958 e il marzo del 1959 concepisce la sua prima opera astratta. Liberatosi dalla rigida impalcatura geometrica, opta per forme e linee più fluide che sanciscono il suo passaggio all’Informale (1960-1965). Conclusa la fase astratta lascerà il posto ad una pittura più marcatamente europea. Sul finire del 1964 si apre una svolta nel suo stile che si orienta verso il linguaggio della Nuova Figurazione (1965-1977) aderendo ad un realismo figurativo di impegno esistenziale e sociale. Tra il 1977 ed il 1989 si hanno nuove visioni che sfociano nella dimensione del Surreale e del Fantastico. Questi sono gli anni più significativi dell’intero percorso, anni fecondi di meditazione e maturità pittorica. Fra il 1990 e il 1997 la pittura di Romani riprende in esame il neo-figurativismo mentre il 1998 coincide con un suo radicale mutamento di linguaggio, con una presa di possesso della sua terra di lucchesia e ubbidendo al suo istinto profondo, egli scopre di colpo il paesaggio dove il suo soggetto preferito diventa la natura. Il suo soggiorno negli USA nel 1998, con la visione delle terre a nord ovest della costa atlantica, lo portano a contatto con la vasta orizzontalità della terra e l’infinitezza degli spazi, con un susseguirsi di panorami, vedute di laghi, di terre e di mare che conquistano violentemente la sua attenzione.
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